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La Fondatrice

Antonia Maria Verna, nata e battezzata a Pasquaro il 12 giugno 1773 e morta a Rivarolo Canavese il 25 dicembre 1838, ha speso l’intera esistenza per la fondazione della Congregazione delle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione d’Ivrea.

Nel 1788 a quindici anni fa voto di perpetua verginità.
Verso il 1800 si trasferisce a Rivarolo.
Nel 1806 inizia le pratiche per la fondazione di un istituto religioso.
Il 17 maggio 1817 riceve l’approvazione che viene attribuita ad altre giovani del luogo.
Nel 1823 riprende le pratiche per la fondazione e scrive la prima Regola.
Il 7 marzo 1828 ottiene l’approvazione definitiva dell’Istituto, dall’autorità regia.
Il 10 giugno1828 pronuncia per la prima volta i voti.
Il 27 novembre 1835 il vescovo d’Ivrea approva le regole dell’istituto con il nome di Sorelle di Carità sotto Il titolo della Concezione della Beata Vergine Maria.
Il 25 dicembre 1838 Madre Antonia muore a Rivarolo.

Suo impulso apostolico fu di porre argine alla disgregazione dei valori cristiani che si verificava nella società del suo tempo rendendosi partecipe dell’opera salvifica di Gesù Cristo mediante la preghiera, la penitenza, l’esempio della vita e indirizzando la sua carità di preferenza ai più poveri.
Svolse il suo apostolato a Rivarolo Canavese educando i bimbi, istruendo le ragazze, specialmente povere e abbandonate, «assistendo i poveri, curando gli ammalati colpiti da qualsiasi infermità, compresa la lebbra».
Fin dal 1805, molti anni prima della definizione del dogma, scelse il mistero della «Santissima Concezione di Maria» a titolo e protezione del suo istituto e a ispirazione del suo ideale.

 

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