LA FONDATRICE

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LA FONDATRICE

LA FONDATRICE (7)

Venerdì, 21 Ottobre 2016 15:36

La Beatificazione

Tutto, anche il ricordo di emozioni intensamente vissute e gustate profondamente, soggiace all’usura del tempo, che tende a rivestire con la sua patina di uniformità ogni evento.
Dopo un avvenimento fondamentale per la storia della nostra Congregazione, il riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa della santità di vita della nostra Fondatrice, Antonia Maria Verna, ascritta nel novero dei beati il 2 ottobre 2011, affidiamo a queste pagine il compito di raccontare i momenti più significativi, dalla consegna della Positio alla celebrazione della beatificazione.
È un album commemorativo che vuole mantenere vivo il ricordo di quella celebrazione in tutte le sorelle che hanno avuto la gioia di parteciparvi e offrire la possibilità di viverne le emozioni e i sentimenti a coloro che per motivi di età, di malattia e di distanza geografica non hanno potuto essere presenti. In tutte vuole suscitare spontaneo l’inno di lode e di grazia al Signore per quanto ha voluto donare alla nostra Famiglia Religiosa.
Il testo comprende l’eco suscitato in tutte le comunità dalla beatificazione fino alla prima memoria liturgica della Beata, che deve essere per ciascuna un invito a rinnovare la nostra fede nell’instancabile ricerca della volontà di Dio, sull’esempio della Fondatrice.
Ci aiuti la Beata Antonia Maria a seguire Cristo in un cammino di fedeltà incondizionata alla vocazione cui siamo state chiamate: essere segno dell’amore gratuito del Padre, come Maria, in un servizio di carità semplice e umile “massime coi poveri”.

Roma, 2 agosto 2012


libro16

SCICMemoria di un cammino di santità
Progetto grafico, impaginazione e stampa a cura di Vicis, 2012, pp.144.

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Venerdì, 15 Aprile 2016 14:25

Bibliografia

libro1 SAC. FRANCESCO VALLOSIOUna Sorella di Carità, Torino 1839, Tipografia degli Eredi Botta. Con permissione, pp. 27 più una di «Annotazioni».
libro2 Brevi cenni sulla vita di Antonia Maria Verna, Ivrea, Natale 1913, tipografia di Torino.
libro3 ADAMO PIEROTTI, ofm, La vita e l'opera della Serva di Dio Madre Antonia Maria Verna, Fondatrice delle Suore di Carità dell’immacolata Concezione d’ivrea (1838-1938), Firenze 1938, Tipografia Barbèra, Alfani e Venturi Proprietari, pp. 454.
libro4 Suor ANTONIA M. GILLIOSulle orme del Maestro divino. Breve vita della Serva di Dio Madre Antonia Maria Verna Fondatrice delle Suore di Carità dell’immacolata Concezione d’ivrea, con presentazione del Vescovo d’Ivrea Mons. Paolo Rostagno e di Gaffodio Carlo Dottore in Teologia e Diritto Civile e Canonico, Tipografia Barbèra, Alfani e Venturi Proprietari, Firenze 1940, pp. VIII-93
libro5 RENATO BAZZANO, sm, Un’eroina del Canavese. La Serva di Dio Madre Antonia Maria Verna, con prefazione di Piero Bargellini, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 1952, pp. 264.
libro6 CAMILLO COSIMI, ofm con, L’Angelo di Pasquaro. La Serva di Dio Madre Antonia Maria Verna Fondatrice delle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione d’Ivrea, con presentazione del Vescovo d’Ivrea Mons. Paolo Rostagno, Tipografia privata «Antonia Maria Verna», Ivrea 1952, pp. XIII-191.
libro7 VALENTINO TURETTALa Contadinella di Pasquaro, con presentazione del Cardinale Adeodato Piazza, Segretario della Sacra Congregazione Concistoriale, Padova 1956.
libro8 Suor VITA LUIGINA LA FRATTAAntonia Maria. La contadinella di Pasquaro, Roma, Stabilimento Tipografico Salomone, 1972, I ed., pp. 32; 1973.
libro9

OLINDA LA FRATTAUn solco nella Chiesa. Le Suore di Carità dell’Immacolata Concezione d’Ivrea, Roma 1973, Stabilimento tipo-litografico F. Garroni – Roma pp.159

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libro10 ETTORE BAMBI a cura di, Il seme e il silenzio, raccolta di studi su Madre Antonia Maria Verna, 1990, Litostampa Conte – Lecce pp.114
libro11 SABATINO MAJORANO a cura di, Antonia Maria Verna. Scritti, 1997, Valsele Tipografica Materdomini (AV) pp.124
libro12 RICCARDO POLETTOAntonia Maria Verna, 2000, Tipografica Materdomini (AV) pp.252.
nella luce di un prodigio

SCIC, Nella luce di un prodigio
Progetto grafico, impaginazione e stampa a cura di Vicis, 2009, pp 48.

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libro13

SCIC, Antonia Maria Verna, Sorella di carità
Progetto grafico, impaginazione e stampa a cura di Vicis, 2010, pp 48.

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libro14

ANGELO MONTONATI, "A gratis" per amore, Beata Antonia Maria Verna Fondatrice delle Suore di Carità dell'Immacolata Concezione d'Ivrea, 2011, Edizioni San Paolo, pp.240.

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libro15

SCIC, Il sapore della gratuità
Progetto grafico, impaginazione e stampa a cura di Vicis, 2011, pp.80.

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libere per amare

 

 

Libere per amare, La vita della Beata Antonia Maria Verna, Fondatrice delle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione d’Ivrea

Progetto:  SCIC
Testi di LUIGI MEZZADRI
Storyboard: GIULIANO ROSSI
Disegni: ANDREA LUCCI
Colore: ANTONIO SCRICCO
Editrice Tau, 2011

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beatificazione

SCIC, Beatificazione della Serva di Dio Antonia Maria Verna
Copertina realizzata da Vicis, 2011, pp.40.

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memoria liturgica AMV

SCIC, Memoria liturgica della Beata Antonia Maria Verna
Progetto grafico, impaginazione e stampa a cura di Vicis, 2011, pp.56.

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libro16

SCIC, Memoria di un cammino di santità
Progetto grafico, impaginazione e stampa a cura di Vicis, 2012, pp.144.

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Giovedì, 11 Febbraio 2016 11:54

Scritti e ricordi

 

TESTAMENTO SPIRITUALE

Secondo un’antica tradizione, negli ultimi giorni della sua vita Madre Antonia avrebbe fatto distruggere gli scritti che potevano riguardarla; anche suor Riccarda Longoni accenna a questo fatto e dice pure che la Fondatrice chiedeva a Dio di «non permettere che rimanesse memoria alcuna di lei dopo la morte». Sempre la tradizione ci ha riportato le ultime sue parole. Ad accoglierle c’erano dodici suore, una novizia e due postulanti.

"Lavorate sempre in vista dell’Eternità", ripeteva. "Oh come si lascia volentieri la terra, quando questa non ha mai servito che di scala per andar a Dio e portargli gloriose conquiste! Com’è dolce il momento dell’incontro con sì buon Padre! Coraggio, o figlie, o sorelle!, siate fedeli alla vostra Vocazione!  Il Crocifisso, il Tabernacolo, il Rosario, ecco le vostre armi, le vostre torri di fortezza, il vostro verace conforto!".


“Il Crocifisso, il Tabernacolo, il Rosario,
ecco le vostre armi, le vostre torri di fortezza
il vostro verace conforto”

La tradizione è ricca di memorie sulla devozione di Madre Antonia al Crocifisso; nella biografia del 1913 si legge: «colla continua memoria di Gesù Crocifisso, animava tutte ad apprezzare le tribolazioni come dono più prezioso che ci assomiglia allo Sposo Divino»; come godeva «di aver qualche somiglianza col suo Sposo », come sia stata «avvezza ad abbracciarsi » alla croce ed adorarla e con quale trasporto, durante la sua ultima malattia, «la si vedeva stringere il Crocifisso» che era stato «il suo rifugio e il suo conforto».

Il mistero del Crocifisso è stato sempre presente e familiare, nelle incomprensioni personali, nelle sconfitte, nei rifiuti, nell’abbandono delle sorelle d’ideale, nell’amarezza dell’esilio. Ne è prova il fatto che non la si trova mai avvilita, ripiegata sulle proprie difficoltà, scoraggiata nelle sconfitte o ribelle nelle ingiustizie; la si vede invece silenziosa e paziente, sempre pronta a ricominciare e ad avanzare verso la meta che Dio le indicava. Madre Antonia ha sofferto e preso su di sé anche la croce degli altri.

Ella ha dimostrato con la coerenza della sua vita, con la sua azione e con i pochi scritti o norme che ha dettato per l’Istituto, che la Croce è l’albero della Vita. Alla sua morte le suore hanno voluto ritrarla con a fianco il Crocifisso.

È sintomatico che la Serva di Dio abbia accostato al Crocifisso l’Eucaristia: il mistero dove Cristo risorto perpetua la sua presenza e la salvezza si attualizza nel tempo.  Non mancano testimonianze del fervore con cui si accostava alla «mensa degli Angioli». La frequenza alla Comunione sacramentale, era consigliata nelle Regole e prescritta in determinati giorni, nonostante fosse limitata dalla residua cultura giansenistica.

Nell’Abbozzo del 1913 suor Longoni parla di grande devozione al « SS.mo Sacramento [...]. Ne raccomandava alle sue figlie il rispetto, la venerazione e l’amore dandone sempre l’esempio. «Quando le avversità visitavano la comunità nascente, Madre Antonia non si scoraggiava, ma animava le suore con animo sereno e le invitava a pregare Gesù Sacramentato per attingervi forza e coraggio»  Se poi guardiamo alla sua azione caritativa, a cominciare dalla giovinezza a Pasquaro fino al termine della vita, troviamo che Madre Antonia non solo ha amato l’Eucaristia, non solo ha pregato davanti al Tabernacolo, ma — se così si può dire — si è fatta eucaristia, offerta di sé al Padre con Cristo per la salvezza di tutti. Dall’Eucaristia ha attinto la sua gratuità nel dare e nel darsi; la disponibilità nelle varie e talora incomprensibili manifestazioni della volontà divina. Quella devozione era un vero alimento di vita, una ispirazione continua che la rese presenza incarnata nelle necessità dei fratelli per aprirli alla evangelizzazione, le diede la forza e la speranza nel volere ad ogni costo un Istituto che continuasse nel tempo l’annuncio di salvezza che è nell’Eucaristia.

Il Rosario è una devozione costante nella vita di Madre Antonia, la si trova già nella sua formazione giovanile e poi nell’ordinamento della prima comunità religiosa dell’Istituto, come preghiera giornaliera. Il rosario è un’ umile e sicura guida nella meditazione dei misteri della nostra salvezza che in Maria trovano il momento più alto di accoglienza e di contemplazione. Come lei Madre Antonia si dimostrò disponibile al volere di Dio, fedele all’impulso interiore dello Spirito, in un’attesa paziente e perseverante. Parole sue non ci sono pervenute, ma la sua storia personale e la storia della fondazione dell’Istituto dicono che la Fondatrice, a immagine di Maria, ha creduto alla «Parola», quella Parola che le premeva dentro con forza irresistibile e che ella seppe vedere scritta anche negli avvenimenti avversi. 

Il Voto di verginità fatto «davanti alla Regina del cielo», quando, giovane adolescente, «offriva spontaneamente a Dio l’anima e il corpo suo» le preghiere serali, con la comunità, nell’oratorio del Ritiro davanti ad «una statuetta della Vergine», l’Ave Maris stella e le cinque decine del Rosario pregate ogni giorno sono piccoli segni, ma accompagnano un vivere quotidiano tutto dedito alla preghiera e all’azione caritativa. Anche nell’azione caritativa è possibile vedere il riferimento, al mistero di salvezza «universale» che nel Rosario trova il suo momento meditativo. Il servizio che la Verna propone e attua è per tutti e in ogni circostanza: senza esclusioni di persone, né limiti di tempo o categorie di bisogni. L’ «a gratis», proclamato con insistenza nella “Memoria delle Regole Principali”, richiama la gratuità assoluta della Concezione Immacolata di Maria su cui lei ha voluto fondare il suo Istituto.

Giovedì, 11 Febbraio 2016 11:30

I luoghi

 

Pasquaro, il borgo dove nacque e visse Madre Antonia fino ai 27 anni circa, è ora un modesto paese, vicinissimo a Rivarolo con il quale condivide comune e parrocchia.

Alla fine del 1700, contava pochi abitanti, raggruppati intorno alla cappella di san Giovanni Battista, dediti in gran parte al lavoro dei campi.

Il sacerdote Francesco Vallosio, primo biografo di Madre Antonia, la cui testimonianza acquista maggiore valore a motivo di una conoscenza personale dei fatti e delle persone, afferma che la giovane Antonia avvertì in maniera drammatica l’ignoranza spirituale e morale in cui venne a trovarsi la sua gente, sì che «sorse in lei il generoso pensiero d’opporsi al rovinoso torrente». Ma prima di impegnarsi in un’azione esteriore, impegnò se stessa nella preghiera, nella penitenza e nell’offerta a Dio di tutta la sua vita.

A quindici anni decise di donare la sua esistenza a Dio.

È ben nota la tradizione secondo la quale una mèta preferita di Antonia Maria fanciulla e giovinetta per le sue soste di preghiera fosse il Pilone della borgata con l’immagine della SS.ma Vergine, presso la quale portava anche i bambini che aveva in custodia e che le erano affidati dai vicini. 

Della casa natale di Antonia Maria oggi non rimane più nulla, poiché essa fu completamente ristrutturata nel 1953, allorché in Pasquaro fu inaugurata la scuola materna «Madre Antonia».

Le vicende giovanili e l’impegno apostolico che caratterizzarono gli anni a Pasquaro avevano ampliato i rapporti di Antonia Maria oltre l’ambiente ristretto della borgata.

Antonia Maria, agli inizi dell’ottocento, d’intesa con il clero locale, si trasferì a Rivarolo, dove si dedicò ad un’azione caritativa specifica. Si inserì in questo tessuto sociale e in breve tempo, dice il Vallosio, la sua dimora divenne un luogo di accoglienza per un «bel numero di fanciulli e fanciulle». In quella «cella» che divenne per lei «tempio, cattedra e chiostro», viveva ritirata, pregava e insegnava.

La giovane Antonia non si fermò qui; ella «anelava a meta più sublime, ad opera più grande, più proficua, dedicandosi ad ogni classe di persone»; «tutta amore, dimentica dei suoi, solo studia gli altrui bisogni e come sopperirvi». «Con amore di madre ammonisce, prega, scongiura chi disprezza sconsigliatamente le pratiche cristiane: tutta zelo e pazienza l’ignorante istruisce, il debole conforta, l’afflitto consola».

Per queste esigenze s’impone l’acquisto della casa.

Il 1° agosto del 1818 fu messa all’asta a Rivarolo uno stabile confacente alle sue esigenze, la Fondatrice non si lasciò sfuggire l’occasione, fece partecipare all’asta un suo delegato e il il 23 ottobre fu firmato l’atto di acquisto.

Lunedì, 21 Settembre 2015 12:10

Stile di vita di Madre Antonia

 

Madre Antonia, coerente con l’ispirazione dello Spirito, ha dato la sua vita a Cristo in modo totale e concreto, cogliendo nei segni del suo tempo il bisogno di redenzione dell’umanità, l’urgenza di salvezza dei sofferenti, dei poveri, dei lontani dal Vangelo, la necessità dell’educazione delle giovani.

Si è fatta carico di ogni bisogno perchè la salvezza di Cristo potesse raggiungere ciascuno nella sua situazione.

Ella si è offerta spontaneamente a Dio nella giovinezza, ispirandosi alla Vergine Santissima.

Si è impegnata a porre argine al male dilagante e alla disgregazione dei valori cristiani: l’ardore di carità l’ha spinta a cercarne le cause e i mezzi per farvi fronte.

Ha partecipato all’azione salvifica di Cristo mediante la preghiera, la penitenza, l’esempio della vita, l’attenzione a tutti i bisogni dell’uomo del suo tempo, in particolare dei più dimenticati.

Si è donata senza calcoli sino a farsi tutta a tutti, prendendo sopra di sè le necessità e le tribolazioni dei fratelli. Ha collaborato con le prime compagne impegnandosi a tendere alla perfezione evangelica e a dedicarsi ad un ministero di carità conducendo

una vita umile, povera e semplice [cfr Scic, Progetto di Formazione, pag 10]


 

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Lunedì, 21 Settembre 2015 12:04

Antonia Maria Verna

 

La Fondatrice

Antonia Maria Verna, nata a Pasquaro il 12 giugno 1773, battezzata lo stesso giorno, morta a Rivarolo Canavese il 25 dicembre 1838, ha speso l’intera esistenza per la fondazione della Congregazione delle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione d’Ivrea.

La beata Antonia Maria Verna opera nel Piemonte dell'Ottocento, educando cristianamente molti bambini di povera gente, assistendo malati di ogni genere e spesso anche a rischio della propria vita, inventando le scuole e gli asili dove non c'erano, aiutando i poveri nel segno della cristiana carità. E tutto sempre a gratis, per usare una sua espressione tipica.

Siamo di fronte a una donna semplice, di origini contadine, che si è fatta da sè, a volte contro tutti e contro tutto anche a causa di una residua mentalità maschilista in parte tipica del clero nel Piemonte di allora: una donna profetica in alcune sue intuizioni apostoliche, spesso non capita o addirittura osteggiata.

Eppure non cede, sa di avere il Signore dalla sua parte, continua nella sua azione educativa e caritativa che le aveva guadagnato la stima e l'affetto di molte persone. Alla fine, vede i suoi sforzi premiati. A lei importa unicamente che l'opera continui secondo il carisma originario. E così sarà, dal momento che oggi la Congregazione è presente non soltanto in Italia, ma anche all'estero con opere di grande respiro [cfr Angelo Montonati, “A GRATIS” PER AMORE].


Breve cronologia

Nel 1788 a quindici anni fa voto di perpetua verginità.

Verso il 1800 si trasferisce a Rivarolo.

Nel 1806 inizia le pratiche per la fondazione di un istituto religioso.

Il 17 maggio 1817 riceve l’approvazione che viene attribuita ad altre giovani del luogo

Nel 1823 riprende le pratiche per la fondazione e scrive la prima Regola.

Il 7 marzo 1828 ottiene l’approvazione definitiva dell’Istituto, dall’autorità regia,

Il 10 giugno 1828 pronuncia per la prima volta i voti.

Il 27 novembre 1835 il vescovo d’Ivrea approva le regole dell’istituto con il nome di Sorelle di Carità sotto Il titolo della Concezione della Beata Vergine Maria.

Il 25 dicembre 1838 Madre Antonia muore a Rivarolo.

Il 2 ottobre 2011 nella cattedrale di Ivrea viene celebrata la sua beatificazione.


 

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Contatti

Suore di Carità
dell'Immacolata Concezione di Ivrea

Curia Generalizia

Via della Renella, 85 - 00153 ROMA
Tel. 06 5818145 - Fax 06 5818319 
Email: scicivrea@scicivrea.it

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