Con gioia, emozione e gratitudine al Signore, ripercorriamo le tappe del MIRACOLO che ha aperto le porte alla Beatificazione!
La Chiesa, infatti, prima di procedere alla Beatificazione, esige un segno divino di conferma, il cosiddetto miracolo, un fatto inspiegabile secondo le leggi della natura e della scienza.
La procedura per accertare la veridicità del miracolo è simile a quella per l’accertamento delle virtù eroiche: anche qui si parte dall’inchiesta nella Diocesi nel cui ambito si è verificato l’evento prodigioso, segue, quindi, la fase romana, durante la quale si procede alla stesura della Positio super miro. Il materiale del presunto miracolo passa attraverso tre stadi: il riconoscimento della validità del Processo diocesano, la valutazione medico-legale, la valutazione teologica.
Dopo che i medici hanno espresso unanime parere nel riconoscere l’inspiegabilità della guarigione, i Teologi con certezza morale possono attribuire la guarigione ad un intervento straordinario di Dio, dovuto all’intercessione del Servo di Dio. Il caso viene, quindi, discusso in un Congresso ordinario dei Cardinali e dei Vescovi. Il Sommo Pontefice, infine, autorizza la promulgazione del decreto sul miracolo. A questo punto, può essere fissata la data per la Beatificazione.
Per il nostro Processo, si è considerata la guarigione miracolosa di sr Maria Gaetana Corbella, affetta da broncopolmonite con formazione di ascesso polmonare, avvenuta a Zurigo il 27 dicembre 1947, attribuita all’intercessione di Madre Antonia.
Estratto dalla Cronaca della Casa di Zurigo[1], 26 ottobre – 26 dicembre 1947:
“Il mattino del 26 ottobre 1947, Festa di Cristo Re, sr Maria Gaetana Corbella si recò alla Missione Cattolica Italiana per assistere alla Santa Messa. Appena fu di ritorno dovette mettersi a letto, perché una tosse irritante, unita ad alcune linee di febbre, davano i primi sintomi di una lunga malattia.
Dopo alcuni giorni di cura, vedendo sempre il termometro segnare temperatura, si decise di chiamare il medico, dottor Ernesto Guggisberg.
Disse che era una forte bronchite; alcuni giorni dopo però, prognosticò un ascesso polmonare con bronco-polmonite. Per scongiurare il pericolo, si ricorse alla Penicillina, ma il risultato fu minimo, anzi andava peggiorando.
Non c’era medicina che facesse: anche la Penicillina, alla quale si ricorse per la seconda volta, fece l’effetto contrario.
Non ci restava che ricorrere alla potenza della preghiera, per strappare la grazia della guarigione della nostra amatissima sr Maria Gaetana. Tutte: suore, operaie, bambini, facemmo ricorso alla venerata Fondatrice Madre Antonia Maria Verna, con un Triduo, per strappare la grazia, ma invano; tanto che il medico, dopo avere fatto fare un consulto da un altro dottore, ci preparò alla dolorosa catastrofe, dichiarando che la scienza medica aveva fatto tutto e che all’ammalata non restavano che poche ore di vita. Il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, secondo del Triduo, alle ore 18.30, venne il Rev.mo Cappellano don Giuseppe Levrio ad amministrarle l’Estrema Unzione, chiesta insistentemente dalla stessa ammalata, la quale, nonostante la gravezza del male, comprendeva tutto e si preparava alla morte con il sorriso sulle labbra e una serenità tale che dava l’impressione della morte di una santa. Chiese perdono a noi Suore che eravamo in ginocchio accanto al letto.
Accompagnò il Rito dell’Estrema Unzione con tanta dolcezza, che il Cappellano stesso si meravigliò e disse: “Non ho mai visto un’ammalata ricevere così bene questo Sacramento”.
Quando tutte le speranze erano scomparse (poiché oltre l’ascesso polmonare, il catarro aveva ricoperto i bronchi e i polmoni ed il cuore cedeva) Madre Antonia venne in nostro soccorso. Sr Maria Gaetana, appena ricevuto l’Olio Santo, si abbandonò ad un dolce sonno, tanto che noi credemmo il sonno della morte, poiché il medico ci aveva assicurato che non avrebbe visto il mattino.
Alla sera il termometro segnava più di quaranta gradi e l’ammalata non poteva inghiottire nulla. Al mattino presto, quando sr Maria Gaetana si svegliò dal suo dolce sonno (giorno 27, terzo giorno del Triduo), durato tutta la notte, il termometro segnava non più di 36,5.
L’ammalata si era svegliata debole sì, ma completamente guarita.
Madre Antonia aveva esaudito la preghiera e aveva ridonato sr Maria Gaetana alle sue carissime figliuole che l’amavano più che una mamma.
Nel mese di gennaio 1948, il radiologo dottor Frioedli di Zurigo, confermò questa guarigione assolutamente straordinaria, rapida e completa per un’infezione così grave in un’ammalata di oltre 70 anni.
Sr Gianna Battista Banfii,
Superiora della Casa
[1] Orfanatrofio e Asilo infantile della Colonia italiana
