Dopo la conclusione del Processo Informativo Diocesano svoltosi ad Ivrea (1937-1939), iniziò la “fase Romana”: il 12 aprile 1939 il “transunto”, cioè una fedele trascrizione degli Atti con tutta la documentazione raccolta, fu trasmesso alla Sacra Congregazione dei Riti.
Nominato il Postulatore ed emesso il decreto di apertura il 17 maggio per la preparazione della Copia Pubblica[1], il 28 maggio 1941 il Processo fu consegnato alla Sezione Storica.
Il Processo fu, purtroppo, ritenuto lacunoso, poiché esso si svolse mentre erano in preparazione le Normae per la costruzione delle Cause storiche, che furono ufficializzate il 4 gennaio 1939, due mesi prima della sua conclusione. Esso fu quindi costruito secondo la procedura anteriore alla Riforma con testimonianze orali e solo una settantina di documenti.
La Copia Pubblica rimase in giacenza nella Sezione Storica per alcuni anni e solo nel 1948 fu data in esame al consultore Pio Paschini il quale giudicò il Processo secondo le nuove esigenze e quattro anni dopo ne rilasciò un voto fortemente dubitativo. Il Processo fu, dunque, archiviato.
Intanto, però, giungevano continue relazioni di grazie ottenute per intercessione della Serva di Dio e nel 1947 a Zurigo, nel 1949 a Lecce si ebbero due casi considerati miracolosi. Inoltre, nel 1953 si realizzò un antico desiderio: la ricognizione scientifica delle Ossa della venerata Fondatrice e la loro traslazione, dalla cripta della chiesa di San Michele alla cappella del “Ritiro”.
Ciò spinse la Postulazione della Causa a richiedere un ulteriore esame del Processo e il 20 novembre 1963 l’avvocato Dott. Giulio Dante, dopo averlo studiato attentamente, rilasciò un giudizio più equo del precedente: le testimonianze depositate dai testi, osservava, “son ben degne di fede in quanto derivanti da persone che convissero con la Serva di Dio e ben la conobbero”.
Questo nuovo parere indusse il Relatore Generale ad affidare ad un’apposita Commissione un’indagine supplementare sulla vita e virtù della Serva di Dio. Il lavoro dei commissari fu minuzioso nella raccolta ed esame dei documenti reperiti in numerosi archivi pubblici e privati. Firmata dal Vescovo diocesano il 29 giugno 1970, la Relazione Storica fu consegnata alla Sacra Congregazione dei Riti ed ebbe parere favorevole come base per la positio super vita et virtutibus della Fondatrice.
Dal 1970 al 1996 si lavorò alla stesura della Positio, a cui diede un grande apporto sr Vita Luigina La Fratta.
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[1] La “Copia Pubblica” è una delle due copie ufficiali e autenticate degli atti dell'inchiesta diocesana.
