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Sabato, 24 Aprile 2021 09:21

Rosario vocazionale

Vi aspettiamo!

 

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Domenica, 18 Aprile 2021 11:59

Una settimana per le vocazioni

Domenica prossima, 25 aprile 2021, la Chiesa celebra la 58° Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Ci prepariamo a questo evento con una settimana di preghiera più intensa per le vocazioni -tutte!- nella Chiesa.

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Mariam nasce a Ibillin in Galilea e già dalla sua nascita la sua è una vita frutto della speranza e dell’affidamento totale. Ella è infatti la tredicesima figlia di mamma Mariam e papà Georges che avevano con dolore perso appena nati i suoi dodici fratelli. Mariam e Georges decisero di fare un pellegrinaggio a Betlemme per rimettersi alla materna protezione di Maria alla quale domandarono una figlia che nacque loro il 5 gennaio 1846.
Tanti sono i fatti della vita della giovane Mariam Bawardi che l’hanno toccata nel profondo, tante le città che ha attraversato e gli apparenti ostacoli ma un desiderio è rimasto costante nel suo cuore: la ricerca di Dio. Nel 1859 Mariam vedrà per la prima volta la Vergine che la curò quando venne ferita gravemente alla gola e, negli anni successivi, ebbero luogo molti altri incontri, estasi e infine le stigmate e la transverberazione del cuore. A 19 anni entra nel noviziato delle Suore di San Giuseppe dell’Apparizione a Marsiglia ma, respinta la sua richiesta di prendere i voti, entrerà poi nel Carmelo di Pau sui Pirenei con il nome di Maria di Gesù Crocifisso. Il “piccolo niente” di Gesù, come lei stessa amava chiamarsi, ha sempre invitato se stessa e gli altri a vivere la virtù dell’umiltà: “La santità non è la preghiera, né le visioni o le rivelazione, né la scienza del ben parlare, né il cilicio, né le penitenze,bensì l’umiltà”. A Lourdes Mariam sentirà chiaramente la chiamata a fondare un Carmelo a Betlemme e l’autorizzazione per realizzarlo le arrivò a firma di Papa Pio IX. Il Carmelo sarà inaugurato il 21 novembre 1876.
Poco meno di due anni dopo, Suor Maria di Gesù Crocifisso morirà alla giovane età di 32 anni.

Grande viaggiatrice , Mariam ha capito ben presto che il più bel viaggio è sulla strada della santità sui passi di Cristo Crocifisso e Risorto con la Vergina Maria.
La sua Fede è grande ma semplice, alla portata di tutti:"cercate Dio solo senza fermarvi a nulla di creato… Dio solo è tutto".
La sua Speranza riposa sulla sua Fede in Gesù e questa speranza sta a tutta prova:"Credete che la gallina se vedesse venire il nemico non nasconderebbe i suoi pulcini sotto le sue ali per difenderli? Credete che Gesù non può fare come la gallina ? Che egli non possa nascondere i piccoli e difenderli dai grandi? Allora perché temete?"
L ‘Amore di Cristo l’abita costantemente e la fa sovrabbondare di carità per le sue sorelle. Mariam  fa eco al Cantico dei Cantici : "Chi ha consolato il mio cuore ? Sei tu mio Ben Amato. Chi ha rinfrescato il mio cuore ? Sei tu Amore mio".

Il messaggio  di Mariam è un messaggio di speranza e d’amore, un messaggio d’incoraggiamento alla santità attraverso la via dell’umiltà, della semplicità; ella ci insegna che l’ultima parola non è mai la sofferenza, non è mai l’abbandono, non è la croce bensì la gloria, la resurrezione e la luce. Il Calvario non è l’ultima parola ma la porta verso una vita migliore.

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Lunedì, 06 Aprile 2020 06:55

Betania

Oggi pellegriniamo sulle orme di Gesù ed andiamo a Betania. Ci fa da guida una donna, un’amica: Maria, sorella di Marta e di Lazzaro. Pronta? Allora entriamo in punta di piedi nella casa dei tre fratelli. È una “casa amica”, un luogo del cuore, dove Gesù si ristora da ogni fatica e prende forza per un nuovo viaggio. Già questo ci fa riflettere: la CASA… Pensiamo alla nostra, di casa, quella lontana e quella in cui -in questi giorni di emergenza- siamo rinchiusi dentro… Ringraziamo il Signore perché una casa ce l’abbiamo, ed anche una casa con luce, acqua, mobili; con tutto quello di cui abbiamo bisogno…Ma non ogni casa è Betania. Betania è la casa, dice la poesia, della fraternità e della condivisione; è la casa dove gli amici sono i benvenuti, dove ci si ascolta col cuore e dove ci si prende cura gli uni degli altri, servendoci gli uni gli altri, con tante piccole attenzioni. Allora, ancora prima di iniziare a guardare Maria, guardo la mia casa e mi chiedo: ma dove vivo io? In casa o a Betania? E come la mia casa può tramutarsi in Betania? Poi faccio silenzio in me, mi siedo comoda, mi acquieto, respiro piano, faccio una breve preghierae poi apro il Vangelo e leggo: Gv.12:1-11.

In questo Lunedì Santo, mi lascio guidare da Maria di Betania, per riflettere sulla mia vita e sul mio modo di seguire Gesù. In questo Vangelo ci vengono proposti due modelli di discepoli: Giuda, il calcolatore e Maria, la sprecona. Io a chi assomiglio? A chi vorrei assomigliare? Maria ama, dunque spreca, non calcola. Dona a Gesù ciò che ha più di prezioso…

*        Con Gesù, con Dio, sono una che si trattiene o che si butta? Mi gioco o sto a guardare?

*        Che cosa ancora trattengo? E che cosa voglio donare a Gesù, in questa Pasqua?

Il nardo è un profumo molto intenso ed infatti il Vangelo dice che tutta la casa di Betania si riempì del profumo versato da Maria…A volte anche noi rimaniamo “catturati” dal profumo di alcune persone, quando le incrociamo in corridoio, in ascensore etc… Ma c’è un altro profumo, quello spirituale… Lo Spirito Santo è il profumo di Dio… e san Paolo dice che noi cristiani siamo “profumo di Cristo” (leggi, se vuoi, 2 Cor 2, 15)… Ancora mi chiedo…

*         Quale è il mio “nardo”? quale è il profumo che emana dalla mia vita?

*         Quale situazioni vorrei poter “profumare” in questa Santa Pasqua?

 

 

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Sabato, 14 Dicembre 2019 20:52

Seconda stella a destra...

Dal 9 al 15 dicembre 2019, si è incontrata a Roma l’Equipe generale di Pastorale giovanile vocazionale, costituita da alcune sorelle rappresentanti delle diverse realtà della Congregazione: la Vicaria generale sr. Palma Porro, la Consigliera generale per la pastorale giovanile vocazionale sr. Maria Mori, sr. Mariela Zapata in rappresentanza della Provincia Nuestra Senora de Lujan, sr. Leokadia Joseph per la Provincia San Michele Arcangelo, sr. Simona Santoro per la Provincia Immacolata dei Miracoli, sr. Liziana Rodriguez per le comunità del Messico e dell’America, sr. Therezia Fredrick per le comunità di Israele e del Medio Oriente, sr. Elena Tosi per i cammini missionari giovanili e per la Famiglia verniana e sr. Irene Sampieri per la realtà della pastorale universitaria ma anche come rappresentante delle juniores. Ogni sorella si era preparata a questo incontro riflettendo sul carisma di Madre Antonia e sulla sua valenza vocazionale, soprattutto in riferimento all’esortazione apostolica post-sinodale Christus vivit. Ognuna ha anche presentato una panoramica del mondo giovanile del proprio contesto, mostrando anche le varie iniziative in campo di pastorale giovanile vocazionale che si portano avanti nelle diverse realtà della Congregazione.

Oltre alla condivisione delle varie riflessioni ed esperienze, il lavoro è stato arricchito anche dall’intervento iniziale di Madre Raffaella e dal contributo di un esperto, il dott. Fabrizio Carletti.

Madre Raffaella ha ripreso ed approfondito – ripercorrendo anche un intervento di papa Francesco e lasciandosi aiutare dal progetto di Formazione e dalla Regola di Vita 297-299 - il paragrafo sulle “Nuove Vocazioni” degli Atti del capitolo generale 2018, in cui si dice chiaramente che l’attenzione alla pastorale giovanile vocazionale è un tratto importante della nostra identità carismatica. Madre Antonia, nella IV Regola del 1823, ci ha lasciato in eredità qualcosa di importante che aveva nel cuore: “aver cura speciale per tutte le figlie”. Questa IV Regola ci dice come fare pastorale vocazionale con il “timbro” e lo stile di Madre Antonia: accompagnando e custodendo il mistero di ogni persona; con gratuità; in una prospettiva di universalità; con una attenzione particolare alla donna ed al genio femminile.

Fabrizio Carletti, formatore ed esperto in area pastorale e psico-pedagogica, ci ha aiutate a riflettere sul nostro progettare, partendo da alcune considerazioni di papa Francesco, prima di tutto dal fatto che “non siamo in un’epoca di cambiamenti ma in un cambiamento d’epoca”. Essere in un cambiamento d’epoca comporta che le nostre mappe concettuali, il nostro equipaggiamento di parole, gesti, segni, stili… non funziona più. In questo contesto, allora, non si tratta tanto di cambiare programma, di fare iniziative nuove, quanto di cambiare paradigma e di fare nuove tutte le cose! Più che fare progetti siamo chiamati a “lanciare processi” e ad avere una visione ampia in cui “il tempo è superiore allo spazio”. Il processo ha tempi lunghi ed è un cammino orientato da un sogno, da una visione che dice dove vado e perché ci voglio andare. Dal sogno emergono dei criteri, che sono gli elementi del processo che voglio innestare (sono il come del processo) e che aiutano a fare discernimento e a verificare le prassi da iniziare (il “che cosa fare”).

Mettendo a fuoco e a frutto tutta questa ricchezza, abbiamo condiviso un sogno, una visione, che orienterà il cammino di pastorale giovanile vocazionale che ci sta davanti nei prossimi anni. Abbiamo individuato alcuni criteri “verniani” che desideriamo siano presenti nel nostro operare ed infine abbiamo individuato alcune prassi che ci proponiamo di attuare non da sole ma come Famiglia Verniana. Proprio per sottolineare l'aspetto del cammino che continua, ci siamo anche messe concretamente in cammino, raggiungendo Greccio, il luogo in cui Francesco -nel 1223- allestì il primo presepe. A Greccio abbiamo sostato in preghiera nella grotta del primo presepe, contemplando il Mistero di un DIo che si fa piccolo: piccolo come un bambino e come un pezzo di Pane. Nella santa grotta ci siamo anche sentite vicine a Madre Antonia, che aveva un tenero amore per Gesù Bambino e lì ognuna di noi si è impegnata a dire in novità di vita al Signore che ci chiama ancora a servire i giovani: ognuna di noi ha accolto il Bambino, per accogliere ed accompagnare tutti i piccoli che cercano la loro strada.

Seconda stella a destra...Coraggio! Mettiamoci in cammino!

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dell'Immacolata Concezione di Ivrea

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