IL MIO SETTIMO VIAGGIO IN LIBANO

In realtà non è ancora avvenuto se non nel mio cuore.
I precedenti viaggi sono stati nel 2006, 2010, 2012, 2014, 2017 e 2023. Quasi un ventennio.
La recente guerra in Medio Oriente ha impedito di prolungare una serie di esperienze sempre più stimolanti e avvincenti nel tempo.
Esperienze dalle quali si ritorna sentendosi più forti spiritualmente e davvero “arricchiti dentro”.
Tuttavia non si è certo mai interrotto questo bel rapporto con la Famiglia Verniana libanese, nemmeno nei recenti momenti più drammatici, grazie ai moderni sistemi di comunicazione.
Essa da sempre è una bella realtà ed è anche, in seno all’Associazione, uno di quegli esempi simbiotici di collaborazione suore-laici verniani da seguire assolutamente se si vuole interpretare nel modo più efficace e moderno la missione che Antonia Maria Verna ha lasciato nella sua eredità spirituale.
E tutto questo avviene in un contesto politico, sociale ed economico tutt’altro che favorevole!

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Libano. Nazione multietnica, pluriculturale, multiconfessionale.
Paese biblico, dalla storia millenaria, dai numerosi contrasti, a partire dal quel suo stupendo paesaggio montagnoso che si tuffa in un mare che, a seconda delle ore del giorno, cambia i colori della tavolozza dal blu all’azzurro a tutte le sfumature del verde.
Contrasti, di ben altro tipo, proseguono con le ben 18 comunità religiose riconosciute dalla sua Costituzione che sancisce anche la “convivenza cristiano-musulmana come elemento fondante dell'identità nazionale e dell’equilibrio del sistema parlamentare”. Questo mosaico religioso è composto principalmente da musulmani (sciiti e sunniti) e da diverse confessioni cristiane (maronita, greco-ortodossa, greco-cattolica melchita, armena, ecc.), oltre a una significativa comunità drusa e piccoli gruppi di altre fedi. 

Libano. Un territorio di circa 10.400 kmq, poco più esteso della regione italiana delle Marche, con una popolazione di quasi sei milioni di persone, che accoglie, a sua volta, un elevatissimo numero di rifugiati siriani e palestinesi. Difficile contarli, dati i flussi migratori continui, ma stimati nel 2023 - 2024 dall’ONU in circa due milioni di persone.
A questo proposito molto significativo è il pensiero del patriarca di Antiochia dei Maroniti, Béchara Boutros Raï, riportato da Vatican News: «Viviamo un miracolo, perché il Libano non chiude le porte ai migranti. Però, questa situazione mette in pericolo i fragili equilibri del Paese".

Libano. Nazione confinante con due vicini storicamente pericolosi e belligeranti, da secoli in lotta per mantenere la propria indipendenza e tradizioni, che è stata, suo malgrado, coinvolta e sfiancata da questo ulteriore ultimo sanguinoso conflitto che ha ucciso alcune migliaia di innocenti.
Il governo, appena insediatosi (gennaio 2025) dopo due anni di paralisi istituzionale, ha eletto, come da Costituzione, il Presidente, un cristiano Maronita (Joseph Aoun), il Primo Ministro, di religione musulmana sunnita e il Presidente del Parlamento (monocamerale e formato da 128 deputati di molti e diversi partiti, gruppi e religioni) un mussulmano scita. Questo ordinamento (di cui fanno parte anche 13 membri di Hezbollah nella maggioranza governativa) presenta, come si può immaginare, un equilibrio delicato e non certo una facile e snella gestione del Paese che avrebbe invece bisogno di affrontare grandi e immediate sfide!
Da tutte queste considerazioni emerge che il Libano è un Paese generoso ed accogliente, amante della democrazia, delle proprie tradizioni e tollerante delle scelte religiose dei suoi cittadini.
Le guerre, tuttavia, che si sono succedute nei tempi sul suo territorio, hanno lasciato, nel presente, una popolazione esausta, impoverita, affamata, senza medicinali e con scarse risorse energetiche.
Il Paese è quindi soggetto ad una pesante crisi economica, ad una inflazione galoppante (14,30% a luglio 2025) e ad ulteriori deficit in settori fondamentali quali quello scolastico e sanitario.
Da ultimo l’ONU ha esteso il mandato di “peacekeeping” delle basi UNIFIL (più volte attaccate da Israele) solo per un altro anno!

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In questo quadro drammatico e desolante, in questa novella Babele …. 7 Suore della Congregazione (alcune anziane), 24 Laici Verniani e 24 giovani che da poco collaborano con la Famiglia verniana (si sono dati la sigla JMA LIBAN, ossia “Jeunes Madre Antonia”) stanno tentando, con tutte le loro forze, di onorare e realizzare il grande carisma della “carità a gratis”.
Come e in che modo? Vediamolo in estrema sintesi.

  • Le Suore e la Congregazione da molti anni gestiscono la scuola “Immaculèe Conception” di Ghebaleh, che ha come bacino di utenza parecchi villaggi del Monte Libano e ospita bimbi cristiani e mussulmani, libanesi e siriani. Un tempo anche lo Stato ne finanziava in parte i costi ma ora tutta la struttura grava sulle nostre Suore. Difenderla e riuscire a sostenerla negli ultimi anni è già stato un miracolo. Ma fino a quando?
  • Per aiutare la popolazione così provata le Suore hanno “inventato” i PAD (sigla che significa Prevention, Accompagnement et Dèveloppement) che sono veri e propri centri di ascolto operativi per la popolazione, che si avvalgono dell’aiuto di professionisti e medici. Si occupano di psicoterapia, psichiatria, consulenza, assistenza sociale, ortopedagogia, animazione sociale, logopedia, abilità psicomotorie e accompagnamento spirituale. Vi sono due Centri: uno a Ghebaleh ed uno a Ghadir, nell’area di Beyrut.
  • Sempre le Suore hanno in animo la realizzazione di un progetto “di collaborazione con la comunità per l’assistenza sanitaria e l’accompagnamento spirituale e psicologico dei morenti, degli ammalati e delle rispettive famiglie”.
  • I Laici Verniani hanno concentrato i loro sforzi sull’ assistenza e l’accompagnamento degli anziani soli e o ammalati, soprattutto quelli isolati sulle pendici del Monte Libano. Ogni anno organizzano una o più “giornate dell’anziano” (l’ultima è stata il 24 maggio 2025 con invito a colazione, pranzo e intrattenimenti vari). Ma questo è solo un aspetto: l’assistenza comporta anche il seguirli nel loro percorso medico-sanitario accompagnandoli agli esami e alle visite mediche (in collaborazione con l’Associazione Figlio dell’Uomo) o anche procurando loro i farmaci necessari. L’assistenza spirituale, inutile dirlo, è parte integrante della loro missione. Hanno anche creato una pagina Facebook e un gruppo Whatsapp apposito per gli anziani.
  • Per realizzare questi e altri progetti sembra inoltre in fase avanzata l’acquisto di un pulmino per la Famiglia con fondi donati da una Onlus.
  • Infine non deve passare inosservata, ma è anzi un fiore all’occhiello, la vocazione dei 24 giovani del gruppo JMA che si affiancano con entusiasmo e idee nuove ai Laici Verniani ed alle nostre Suore. Alcuni di essi si sono recati a Roma in occasione del Giubileo dei giovani.

Sono anche la speranza del loro Paese.
Tutto questo sembra la classica goccia nell’oceano in una situazione così catastrofica come quella che sta vivendo il Paese. In realtà è l’eroismo di poche persone che si mettono umilmente al servizio  degli altri seguendo l’esempio di vita della Beata Antonia Maria. Significa interpretare in chiave moderna e dinamica quel meraviglioso carisma che non morirà mai.
E vorrei essere al loro fianco nonostante l’età avanzata. Vorrei realizzare il mio settimo viaggio laggiù… non solo con il cuore, bensì perché ho ancora molto da imparare da loro!

Mario V. Trombetta