"Quella mattina il Risorto ha mostrato alle donne che è possibile il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l’inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi"
(Don Tonino Bello);

"Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. (Mt 28,8)

La GIOIA del Signore Risorto abiti sempre nel nostro cuore!
Buona Pasqua!
Madre Raffaella e sorelle del Consiglio

Ci mettiamo in cammino, in cammino verso il monte Calvario.
Ci fanno da guida i racconti della passione e morte di Gesù e la preghiera della Via Crucis.
In questo cammino di dolore Gesù è solo pur non essendo tale. Ci sono tanti personaggi che incrociano la sua via. Sono molti ma tutti possono essere raggruppati in quattro categorie: i lontani che restano lontani, i vicini che lo seguono da lontano, i vicini che lo seguono da vicino ed infine i lontani che si avvicinano.
I lontani che restano lontani sono tutti quelli che lo vedono ma non lo guardano, lo sentono ma non lo ascoltano. Sono quelli che non si lasciano toccare da Lui, non si lasciano sfiorare dalla Grazia. Lontano è Giuda, pur essendo uno dei 12, perché non lo ha mai veramente capito ed ora si è allontanato anche fisicamente, uscendo di notte. Lontano è Pilato, che “se ne lava le mani”. Lontano è Barabba, per cui Gesù è solo la causa della propria liberazione. Lontano è il ladrone che lo insulta, che non sa leggere gli eventi nel profondo. Lontane sono le donne di Israele che non sanno neppure per che cosa piangono. Lontani sono tutti quelli che non si lasciano interrogare da Gesù, insieme a Caifa e ad Anna, a quanti lo odiano e lo vogliono morto.
Poi ci sono i vicini che lo seguono da lontano, i discepoli -primo fra tutti Simon Pietro- che hanno paura, che non vogliono coinvolgersi troppo, perché “non si sa mai”, che preferiscono tenere i piedi in due scarpe, che non decidono nulla, che stanno a guardare e aspettano lo svolgersi degli eventi.
Infine, i “vicini vicini”, quelli che per amore di Gesù fanno pazzie. La Madre, anzitutto, che segue il figlio fin sopra il Calvario: con il Cuore a pezzi, lei rimane, sta sotto la Croce. Stabat Mater. Poi c’è il discepolo amato, che sotto la Croce comprende quei battiti d’Amore che aveva ascoltato nel Cenacolo, reclino sul petto del Maestro. E Maria di Magdala, cui era stato molto perdonato perché molto aveva amato e che sul Calvario fa le prove di resistenza che la renderanno degna di essere la prima testimone della Resurrezione. Ecco poi la Veronica, donna coraggiosa ed allo stesso tempo, che si avvicina a Gesù e compie per Lui un gesto di assoluta gratuità, una piccola scintilla di puro amore. Vicino è anche Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, che per onorare Gesù sfida ogni convenzione ed ogni possibile ritorsione. E Nicodemo che all’inizio del Vangelo era un discepolo “della notte”, un seguace mimetizzato, perché pauroso e adesso, invece, si avvicina con coraggio a Gesù, sta al suo fianco durante il processo ed ora lo prende tra le sue braccia.
Infine, ecco i lontani che si avvicinano, i “vicini per caso”. Il Cireneo, anzitutto, questo Simone di Cirene la cui vita incontra la Luce nell’ora più buia della Storia. S’imbatte in una croce che non è la sua; suo malgrado è costretto a portarla e piano piano, la accoglie e si lascia da essa trasformare. E poi il “buon ladrone”, che incontra Gesù nell’ultimo istante della sua vita, guadagnandosi la Felicità ed il Paradiso ... “al 90 minuto”!
E infine il centurione, uomo di altri costumi ed altra fede, che però sa osservare con attenzione e riflette su quello che vede e conserva nel cuore quello che ha visto. Un uomo onesto che sa intus-legere, leggere nel profondo. Un uomo intelligente.
Ed io? Io chi sono? Io dove mi colloco? Io a chi assomiglio?

ESERCIZI A SCELTA PER IL VENERDÌ SANTO
1. ANZITUTTO, CERCO DI VIVERE QUESTA GIORNATA NEL SILENZIO E NELLA PREGHIERA… LA CHIESA RACCOMANDA ANCHE IL DIGIUNO…
2. ALLE ORE 15, L’ORA IN CUI È MORTO GESÙ, POSSO STRINGERE TRA LE MANI UNA CROCE, GUARDARE GESÙ E DARGLI UN BACIO: LUI È MORTO ANCHE PER ME!
3. ALLE ORE 18 PARTECIPO ALLA CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE INSIEME AL PAPA (OPPURE MI SINTONIZZO CON LA MIA COMUNITÀ PARROCCHIALE O DIOCESANA)… ALLE 21 ALLA VIA CRUCIS.
4. CERCO DI RIFLETTERE E DI PREGARE LASCIANDOMI INTERROGARE DAI PERSONAGGI DEL VANGELO E DA QUELLI DELLA VIA CRUCIS. CHE COSA MI DICONO? A CHI VORREI ASSOMIGLIARE? A CHI ASSOMIGLIO?
5. RIFLETTO NEL MIO CUORE SUL GRANDE AMORE CHE GESÙ HA PER ME,  SEGUENDO LA MEDITAZIONE DI S. IGNAZIO DI LOYOLA RIPORTATA IN CALCE: POI RISPONDO POI A TRE DOMANDE (MEGLIO SE PER ISCRITTO):
• FINORA, IO CHE COSA HO FATTO PER GESÙ?
• CHE COSA STO FACENDO PER GESÙ?
• CHE COSA DESIDERO FARE PER LUI, DA ORA IN POI?

Dal profondo del mio abisso di peccato alzo gli occhi e vedo un uomo straziato dal dolore che pende dal patibolo della Croce: sei Tu, Gesù, mio Signore e Salvatore. Mi sento perduto, scacciato dal paradiso, avverto le mie piaghe purulente e mi meraviglio che i miei amici ancora non sentano il terribile lezzo che si alza dalla mia anima. Provo rossore e vergogna. Per ben altro Dio mi aveva creato e posto in questo mondo. Mentre un fiume di lacrime mi scendono dagli occhi, sentendomi solo come un bambino perduto nel mezzo di una festa, alzo gli occhi alla Croce e sono attratto dal volto del Crocifisso. Gesù mi ispira fiducia a rivolgermi a Lui anche se sono nudo e piagato. Dal profondo a Te grido, Signore, ascolta la mia voce!

Gesù, tu sai il mio peccato, tu conosci le mie piaghe purulente..., eppure sulla Croce vedo Te piagato, Tu che sei l'unico senza peccato, Tu, l'unico giusto. Perché sei stato condannato? Che male hai fatto? "Sono qui per te, per amor tuo, mi sono sostituito a te mi sono fatto peccato al posto tuo perché tu divenissi santo al posto mio!" Gesù, ho pietà di Te, delle tue piaghe! Tu sei la bellezza infinita di cui trovo un'eco imperfetta nei fiori, nelle stelle, nei rubini e nei diamanti..., eppure Ti vedo ridotto a uno straccio, tutti hanno ribrezzo di Te, come dice il profeta Isaia, non hai più i lineamenti di un uomo... Perchè è avvenuto questo cambiamento? Chi ti ha ridotto in questo stato?

"I tuoi peccati mi hanno trafitto e mi hanno sfigurato! Sono qui sulla Croce per te abbrutito dal peccato e da luminoso reso tenebroso. Sono qui fatto brutto per te perché tu tornassi ad essere bellezza di Dio, creato a Sua immagine. A lode della sua gloria! Tu non sei ancora perduto, puoi ancora salvarti nel naufragio dei tuoi peccati aggrappandoti alla mia Croce. Ricordati: Io ho pagato per te!"

 

Oggi siamo invitati a cena, una cena al piano superiore, una cena speciale. Oggi siamo invitati alla festa di Prima Comunione dei 12: mettiti l’abito bello, per piacere; non restare in pigiama, anche se siamo in quarantena, perché oggi è giornata di festa: è la Pasqua del Signore, il ricordo del passaggio del Mar Rosso, la liberazione dalla schiavitù d’ Egitto. Oggi termina la Quaresima ed entriamo nel Triduo Pasquale, nei tre giorni santi che precedono l’evento cruciale di tutta la Storia degli uomini. Ci dobbiamo entrare bene e ci dobbiamo entrare “in punta di piedi”, che -in altre parole- significa dalla prospettiva dei piedi, dal sotto in su, dal basso verso l’alto.
Ti invito ad aprire il Vangelo di Giovanni al capitolo 13: ecco che inizia la festa, quella che di solito chiamiamo “l’ultima cena”. Ma, cosa strana, Giovanni non racconta questa festa come gli altri evangelisti. Più che parlare di pane e vino, il quarto evangelo si concentra sui piedi. Ancora i piedi?

Forse non ci avevi mai pensato, ma i piedi sono importantissimi nella Bibbia, un testo scritto da pellegrini e per pellegrini. Il primo pellegrino è proprio Dio, che sin dalle prime pagine della Genesi passeggia nel giardino dell’Eden e che poi ha continuato a camminare e guidare il suo popolo, fino a quando a deciso di venire e camminare sulle strade degli uomini… E ancora cammina!
Questa sera, Gesù si china sui piedi stanchi e sporchi dell’uomo. Ripete il gesto del servo e dello schiavo, lui che è il Re dei Cieli, ma un Re che ben conosce il patire, un Re che ha camminato per tre anni lungo le strade polverose di Israele. Gesù conosce tutti i nostri “sentieri interrotti”, tutte le nostre vie senza uscita e sa bene quanta fatica si fa a camminare in questo mondo. E si china sui piedi, si piega sulle nostre vite ed i suoi occhi di cielo non temono di guardare in basso e di riflettersi nell’acqua sporca del catino. In quell’acqua sporca viene riflesso il Suo Volto, il viso del più bello dei figli dell’uomo.
Servire è regnare oggi Gesù insegna a Pietro. Servire è il verbo di chi ha fatto la Prima Comunione, di chi si nutre dell’Eucaristia. L’Amore ricevuto nel Pane degli Angeli diventa amore donato nel pane della condivisione. Non c’è altra strada per seguire Gesù “da vicino”. E Pietro, che per falsa umiltà non voleva farsi lavare i piedi, imparerà a chinarsi sui piedi degli altri… Forse è per questo, chissà, che alla fine della sua vita, quando i Romani lo condanneranno alla crocifissione, Pietro chiederà di essere crocifisso a testa in giù… non lo chiese per umiltà, ma forse per essere più vicino ai piedi dell’uomo che da Gesù aveva imparato a lavare e a servire.

ESERCIZI A SCELTA PER IL GIOVEDÌ SANTO
1. ALLE ORE 18 PARTECIPO ALLA S. MESSA “IN COENA DOMINI” INSIEME AL PAPA (OPPURE MI SINTONIZZO CON LA MIA COMUNITÀ PARROCCHIALE O DIOCESANA)… ENTRO NEL MISTERO DELLA CENA!
2. MEDITO IN SILENZIO IL RACCONTO DELLA PASSIONE (POSSO SCEGLIERE LIBERAMENTE UNO DEI 4 VANGELI)… LEGGO PIANO, CERCO DI IMMAGINARMI LE SCENE, CERCO DI IMMEDESIMARMI NEI VARI PERSONAGGI… SOPRATTUTTO, CERCO DI DEDICARE UN POCO DI TEMPO A GESÙ SOLO ED ABBANDONATO…
3. PREGO E FACCIO MIE LE PAROLE ORANTI DI MADELEINE DELBREL, UNA SANTA ANONIMA DEI NOSTRI TEMPI…

"Se dovessi scegliere una reliquia della tua Passione
prenderei proprio quel catino colmo
d’acqua sporca.
Girare il mondo
con quel recipiente
e ad ogni piede cingermi dell’asciugatoio
e curvarmi giù in basso,
non alzando mai la testa oltre il polpaccio
per non distinguere i nemici dagli amici
e lavare i piedi del vagabondo, dell’ateo, del drogato, del carcerato, dell’omicida, di chi non mi saluta più, di quel compagno per cui non prego mai, in silenzio,
finché tutti abbiano capito nel mio il tuo Amore…" (M.Delbrel)

…e adesso chi lo ferma? Ormai è partito! È deciso! Gesù ha preso la ferma decisione di compiere fino in fondo il disegno del Padre: andare a Gerusalemme per morire e risorgere. E noi, come i suoi discepoli, dietro a Lui. Quasi rincorrendoLo, a volte non capendo, un po’ timorosi ma allo stesso tempo curiosi…che succederà? Cosa ci aspetta oggi? Andiamo…
Proseguiamo il nostro pellegrinaggio spirituale per le vie della Terra Santa. Oggi la Parola - la nostra guida turistica - ci porta nella stanza al piano superiore di una casa di un tale in Gerusalemme. Solitamente era la sala riservata alla cena, il pranzo principale della giornata, era più ampia e spaziosa delle altre perché era il luogo dell’ospitalità. Entriamo…
Eccoci a tavola, comodi.
Ci siamo tutti.
È sera.
Luci soffuse del lume di candela.
Atmosfera intensa.
Stiamo per consumare la Pasqua. Che poi sarà l’Ultima Cena.
Gesù spezzerà il pane – suo corpo - e verserà il vino – suo sangue. Succederanno cose importanti…
È la Cena dell’Agnello! È la Santa Cena!
Pace e mistero si intrecciano.

Mah…una domanda: Siamo a casa di CHI?
Facciamo un passo indietro.

Alla domanda: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?», Gesù risponde: «Andate in città da un tale…». Quindi questa casa è…di “un tale”.
Avviciniamoci al vero significato…

Quel tale sei tu!

In un momento di silenzio ascolta la voce di Gesù che, anche quest’anno, ti sussurra come solo Lui sa fare: «Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te». Chiede che tu metta a disposizione la tua stanza al piano superiore. Quel luogo in cui vi possono accedere solo coloro ai quali tu darai le chiavi e ai quali tu lo permetterai.
Ti sta chiedendo di entrare. È alla porta e bussa.
Sali nella parte più nobile del tuo cuore, quel luogo di te stessa riservato ai tuoi segreti, all’intimità, al godimento autentico dei sentimenti, all’autenticità di chi sei, dove ti senti libera e in pace con te stessa…Lì! In quella stanza si consumerà la Pasqua. Tu e Lui soli. Non avere paura. Non ricapita più un’occasione così…Basta solo che tu Gli apra.
Lasciati prendere per mano da Gesù, l’Amico, lo Sposo, il Bello e lentamente sali insieme a Lui le scale del tuo cuore. Gradino dopo gradino ti accorgerai che le sue parole sono balsamo per le tue ferite, sono fiducia e coraggio per le tue paure, sono sostegno per le tue fragilità. Lasciati dire chi sei. Lasciati dire la verità. Consuma questa cena con Lui, per una volta. Lasciati andare…non avere paura. E quando sarà il momento, quando finalmente sarete entrati nella stanza, potrà arrivare qualche parola più dura, che punge, che scotta! Oh, come scotta! (Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà»). Non preoccuparti, non lo fa per condannarti, come fanno gli altri, ma perché, in questa cena, vuole dirti con tutto il cuore, con tutta la passione (quella Passione che solo Lui ha provato) che ti ama. Ti vuole bene. Dà tutto – tutto! – per te. Chiede solo che tu sia sincera con Lui. Non chiede che tu sia perfetta, ma che tu accolga il suo dono. Vuole solamente fare la Pasqua da te.
Sì! Questa è una cena d’amore! Nella stanza del tuo cuore. Apparecchialo al meglio e godi della presenza dell’Amico.


ESERCIZI A SCELTA PER IL MERCOLEDÌ SANTO
1. Prenditi qualche minuto di silenzio per pregare. Recati nel cenacolino…al piano superiore! Mentre Sali le scale (la porta davanti alla chiesa a piano terra) cerca di riflettere su cosa significhi che Gesù vuole fare la Pasqua da te nella stanza del tuo cuore

2. Durante il pasto (o pranzo o cena) chiediti: Come sarebbe se Gesù si auto-invitasse a mangiare con me? Sono contenta di ospitarlo? Che effetto mi fa la frase: “Farò la Pasqua da te”? D’altra parte la Pasqua è questo: un invito a cena….e mentre mangi pensa di averLo accanto!

3. Oggi può essere l’occasione buona per mettere in ordine la stanza…come si dice “pulizie di Pasqua”…perché: “I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù e prepararono la Pasqua”. Prepara! Prepara! Il tempo è vicino!

«Sarò grato in eterno a Simon Pietro per quella domanda intrigante. Non avevo in precedenza gran simpatia per lui, a causa di quella sua goffaggine da pescatore che si portava addosso e quel voler essere sempre il primo, ma fu lui, inconsapevolmente, a donarmi un’esperienza di intimità con Te, Gesù, che mi diede forza poi di seguirti “da vicino” fino ai piedi della Croce. Mentre ponevo la domanda sull’identità del traditore, e mi stendevo sul tuo petto per sussurrarti all’orecchio qualcosa e ricevere un segreto, mi fermai un attimo attratto dal suono del tuo cuore.

Oggi pellegriniamo sulle orme di Gesù ed andiamo a Betania. Ci fa da guida una donna, un’amica: Maria, sorella di Marta e di Lazzaro. Pronta? Allora entriamo in punta di piedi nella casa dei tre fratelli. È una “casa amica”, un luogo del cuore, dove Gesù si ristora da ogni fatica e prende forza per un nuovo viaggio. Già questo ci fa riflettere: la CASA… Pensiamo alla nostra, di casa, quella lontana e quella in cui -in questi giorni di emergenza- siamo rinchiusi dentro… Ringraziamo il Signore perché una casa ce l’abbiamo, ed anche una casa con luce, acqua, mobili; con tutto quello di cui abbiamo bisogno…Ma non ogni casa è Betania. Betania è la casa, dice la poesia, della fraternità e della condivisione; è la casa dove gli amici sono i benvenuti, dove ci si ascolta col cuore e dove ci si prende cura gli uni degli altri, servendoci gli uni gli altri, con tante piccole attenzioni. Allora, ancora prima di iniziare a guardare Maria, guardo la mia casa e mi chiedo: ma dove vivo io? In casa o a Betania? E come la mia casa può tramutarsi in Betania? Poi faccio silenzio in me, mi siedo comoda, mi acquieto, respiro piano, faccio una breve preghierae poi apro il Vangelo e leggo: Gv.12:1-11.

In questo Lunedì Santo, mi lascio guidare da Maria di Betania, per riflettere sulla mia vita e sul mio modo di seguire Gesù. In questo Vangelo ci vengono proposti due modelli di discepoli: Giuda, il calcolatore e Maria, la sprecona. Io a chi assomiglio? A chi vorrei assomigliare? Maria ama, dunque spreca, non calcola. Dona a Gesù ciò che ha più di prezioso…

*        Con Gesù, con Dio, sono una che si trattiene o che si butta? Mi gioco o sto a guardare?

*        Che cosa ancora trattengo? E che cosa voglio donare a Gesù, in questa Pasqua?

Il nardo è un profumo molto intenso ed infatti il Vangelo dice che tutta la casa di Betania si riempì del profumo versato da Maria…A volte anche noi rimaniamo “catturati” dal profumo di alcune persone, quando le incrociamo in corridoio, in ascensore etc… Ma c’è un altro profumo, quello spirituale… Lo Spirito Santo è il profumo di Dio… e san Paolo dice che noi cristiani siamo “profumo di Cristo” (leggi, se vuoi, 2 Cor 2, 15)… Ancora mi chiedo…

*         Quale è il mio “nardo”? quale è il profumo che emana dalla mia vita?

*         Quale situazioni vorrei poter “profumare” in questa Santa Pasqua?

 

 

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